jueves, 2 de septiembre de 2010

AVVISO PER ARTISTI E OPERATORI CULTURALI



RIVISTA DI ARTE CONTEMPORANEA-AVVISO PER ARTISTI E OPERATORI CULTURALI
Cari amici
artisti, galleristi e curatori, associazioni culturali e promotori di arte contemporanea
vi scrivo per rendervi partecipi di un progetto che sto portando avanti:
Si tratta di una rivista, Eikon, fondata dall'associazione Federcritici, che si occupa di divulgare le attività, le creazioni, le passioni e le idee dei gruppi artistici e culturali o delle individualità che operano e lavorano in ambito creativo.
Offriamo lo spazio gratuitamente alle Associazioni e alle Gallerie che organizzano Eventi.
Agli artisti e agli scrittori offriamo una spazio di recensioni critiche e un servizio di stampa, distribuzione e promozione delle loro opere verso canali specializzati e 5000 inidirizzi selezionati.
Il nostro obiettivo è permettere ad Artisti, Scrittori. Poeti, Designer, Architetti, Piccoli Editori, Associazioni, Gallerie, Istituzioni, Enti, Società musicali, ecc.. di promuovere la propria attività, diffondendo l'informazione attraverso un canale specializzato.
La rivista viene recapitata direttamente all'indirizzo di possibili fruitori o appassionati, ed è gratuita. Viene inoltre recapitata agli indirizzi segnalati dagli associati e spedita in indirizzo agli "addetti ai lavori" (agenzie letterarie, Gallerie, uffici stampa e comunicazione, redazioni di giornali e riviste, critici, studiosi, ecc...)

La rivista è strutturata in cinque sezioni:
1. EVENTI & MOSTRE
2. ARTE & TERRITORIO
3. MESTIERE & TALENTO
4. ARTE & CREATIVITA'
5. ARTISTI & GALLERIE

La rivista è visibile in PDF al link
http://issuu.com/peterblack/docs/eikon1

L'artista pubblica una pagina o due, e riceve fino a 50 copie al prezzo di costo che può utilizzare come meglio crede. Anche venderle al prezzo di copertina (10 euro) e recuperare le spese.

Se siete interessati ad avere uno spazio o qualsiasi ulteriore informazione, nn esitate a contattarmi.

Se vi va, fate girare questa mail ai vostri contatti, ve ne sarei grata.
Saluti

Alessandra Del Vecchio
critica d'arte, giornalista freelance
www.myspace.com/alessandradelvecchio
www.equilibriarte.org/alessandradelvecchio
www.exibart.it

Read more: http://www.myspace.com/alessandradelvecchio/blog#ixzz0yN0rRr6G

lunes, 22 de febrero de 2010

ARTISTI PUGLIESI IN SPAGNA







PF 10
Pequeño Formato


Racchiudere in 25 centimetri la propria creativitá con tutta la sua prorompenza non è impresa facile per un artista al quale, solitamente, una intera parete non basterebbe a fare da tela per catturare pensieri, sogni e impulsi. Irrazionale e senza spazio il gesto artistico, tuttavia, deve anche farsi interprete della realtá e dei suoi limiti: una sfida quindi quella lanciata da Marcela Jardón, la padrona di casa della Galleria Red 03, sita nel centro vibrante di Barcellona, alma della Cataluña, con questo evento dal titolo “PF 10”, ovvero “Piccolo formato”,in cui ogni artista deve rappresentare la propria arte in uno spazio non superiore a 25x25 cm.
In questo interessante dialogo si incontrano personalitá artistiche provenienti da aree disparate dell’Europa, inclusa la Puglia con ben dieci rappresentanti guidati dalla direzione artistica dell’architetto Carla Pinto. Racchiusi in piccole e preziose ‘Light box’ i ricordi e le storie di Semira Forte sono chicche di design alle quali si coniuga la proposta di Adalgisa Romano, designer la cui ricerca artistica si basa sull’abitare lo spazio e le relazioni tra interni ed esterni, con uno sguardo ricorrente al cielo; lineari e minimalisti i disegni nero su bianco dell’architetto nomade Azzurra Cecchini, la quale fonde vocazione artistica alla funzionalitá che la sua ricerca professionale le impone nel riempire o adornare uno spazio. È quindi la volta del fotografo Bruno Barillari, il cui pennello è la macchina digitale e le infinite possibilitá che la sua mente artistica produce si traducono in immagini di una realtá rivisitata e adattata alle interpretazioni surreali, a volte quasi oniriche perchè proprio come fanno i sogni, scuotono l’animo dell’osservatore, costringendolo alla riflessione; a lui si affiancano le opere fotografiche di Francesca Speranza, in un concept dal titolo “Domestic Landscape” in cui è riprodotta la realtá quotidiana, spesso triste ahimè!, di una donna, ancora oggi rinchiusa nel suo ruolo, appunto, domestico. Ancora, il Fantadesign di Valentina D'Andrea, le cui rappresentazioni scenografiche includono design, arte e moda, cui si contrappongono le opere pittoriche di Gemma Palamá, ovvero manipolazione della materia che l’artista modella con forza e passione, dando vita al proprio inconscio attraverso segni e metafore ricorrenti. Anche Monica Righi manipola la materia e i 25 cm le stavano talmente stretti che questa fuoriesce dal quadro, morbida e voluttuosa, astratta e libera. Come libero è il segno di Emanuele Scravaglieri, in cui la pittura è la vera protagonista che svela poco a poco il soggetto della tela, emblema di questo artista dominato dall’impulso e sprezzante delle regole. Un vero e proprio ‘scapigliato’, come Orodè Deoro, artista e performer che dá vita a tele dal sapore teatrale, in cui interpreta le vicende umane in chiave a tratti bohemienne e fumettistica. La mostra avrá inizio giovedí 11 marzo e proseguirá sino al 17 dello stesso mese. I testi critici relativi agli artisti italiani, in versione italiana e spagnola, sono a cura di Alessandra Del Vecchio.

ELENCO ARTISTI :
Adalgisa Romano
Azzurra Cecchini
Bruno Barillari
Valentina D'Andrea
Emanuele Scravaglieri
Francesca Speranza
Gemma Palamà
Monica Righi
Orodè DeOro
Semira Forte

Galleria red 03
Sant Antoni dels Sombrerers 5
Barcellona, Spagna

jueves, 10 de diciembre de 2009

ADRIANO RADEGLIA, SEGNI D’ARTE RUBATI ALLA TERRA



ADRIANO RADEGLIA, SEGNI D’ARTE RUBATI ALLA TERRA

A cura di Alessandra Del Vecchio


Una bassa marea che ha lasciato scoperte le meraviglie dei fondali di una barriera cristallina, questa è la sensazione che si potrebbe avere osservando i preziosi segni d’arte di Adriano Radeglia.

Ma anche di trovarsi davanti a piccoli tesori rubati alla terra, come dice lui, e al mare della Puglia, regione materna in cui è nato nel 1974 e che, sin dalla prima infanzia, ha esercitato il suo fascino magnetico infondendo al suo spirito l’armonia del colore puro e della bellezza insita in ogni forma vivente plasmata dalla natura. Ed è con umile rispetto che la sua arte si fonda proprio sull’emulazione della grande artista, maestra creatrice di forme perfette, emblema ed obiettivo per chi sente di doversi esprimere attraverso l’arte. Cosí le sfumature e i paesaggi della calda e solare regione bagnata da due mari, sono la fonte alla quale attingono la pittura e la scultura di Radeglia, piccoli emblemi e metafore di vita alle quali l’artista conferisce forme bizzarre, grottesche, capricciose, quasi aliene. Fissate nella terracotta eppure cariche di dinamismo, elemento sapientemente preservato insieme alla fantasia e l’inventiva,

le creature di Radeglia acquistano vita coprendosi di oro, argento, colori vivi o vitrei, o ancora immergendosi in lineamenti di natura. Petali amorfi, corolle e spine, intiganti aculei che danno l’impressione di potersi ritrarre al contatto con un dito, evocano vita e, attraverso gli occhi riproducono il profumo stesso del luogo da cui provengono, accompagnato dalla sensazione di riconciliazione totale dell’uomo con l’anima mundi, in un gioco privo di uniformitá e regole. Proprio come quei giochi infantili che tanto gli piacevano, quando modellava la cera delle candele forgiando forme strane e di pura fantasia, con la stessa ingenuitá, in un gesto forse involontario, sono nate le sue creature dal cuore spinoso, quasi a proteggere la sua purezza e quell’animo infantile, attraverso aculei che non feriscono, ma si piegano alla forza dell’amore e della sinceritá.

“...Un semplice foglio di carta abbozzato con matite o biro,

uno straccio di tela chiara da tingere di colori fortuiti

o ancora la superficie rugosa dell'asfalto grigio scuro da contrastare con del gesso bianco.

Erano questi i "giochi" preferiti della mia infanzia

un sentimento, una passione, l'esigenza di avere il contatto con ciò che la mia mente pensava e desiderava. Ed è complice la natura ed i colori della terra di Puglia, dove sono nato nel 1974,

che ancora oggi ispira un'espressione artistica iniziata attraverso la pittura

nella quale libero la mia idea di scenografia,

dove un semplice frutto o un fiore ci guidano ad osservare

una scena o solamente un cielo per richiamare alla mente.

L'evolversi dell'espressione mi ha portato verso il sapere di nuove tecniche e la sperimentazione.

È la materia manipolata, l'argilla, con la sua vanità di essere se stessa o mutare in altro,

che è diventata strumento indispensabile di una nuova espressione”.
Adriano Radeglia


Adriano Radeglia

Radeglia è nato il 23 luglio 1974 a Mesagne. Ha frequentato il Liceo artistico con indirizzo architettura, nella cittá di Brindisi, e si è impegnato attraverso corsi professionali tesi alla valorizzazione delle attivitá artigianali nella propria terra. Tutto inizió infatti con la creazione e riproduzione di oggetti antichi, quelli che ogni pugliese ritrova nella cucina della nonna, giocando su una nuova chiave decorativa, attraverso la quale, poco a poco, l’evoluzione ha portato a creare forme inedite, in una sincronia istintiva tra cuore, mente e mani. È cosí giunto all’attuale produzione artistica, passando anche per un iniziale interesse per il design d’arredo, riscontrabile peraltro nelle sue opere che possiedono una grande carica scenografica e che non di rado si ritrovano a coprire una veste di “utilitá” quotidiana, come lampade o contenitori. Vive e lavora a Mesagne, dove la sua casa è laboratorio e spazio espositivo. Presente nello scenario artistico italiano dal 1995, di seguito le sue partecipazioni a mostre e eventi d’arte a partire dal 2000:

martes, 14 de julio de 2009

ARMANDO MARROCCO, PERCORSI



Frammenti di vita plasmati dal vento

“Tempio del vento” è il titolo che Armando Marrocco, negli anni ’80, dava ad una sua opera polimaterica, ma è anche emblema del lavoro d’artista e della ricerca estetica, oltre che umana e spirituale, di un percorso volto alla simbiosi con la materia, con la sua imponenza e fisicitá che, al tempo stesso, è plasmabile. Come il vento, infatti, le mani dell’artista salentino interagiscono su materiali disparati, naturali e non, dal cartone al bronzo, dal cemento al marmo o alla semplice terra, sicuramente quella rossa e infuocata, instancabilmente sin dagli anni Cinquanta. Ed è proprio quí nella sua terra natale che giunge oggi, tappa non ultima dei suoi innumerevoli “Percorsi”, come dall’eloquente titolo della mostra ospitata nelle sale del Castello Carlo V per tutta l’estate e curata da Toti Carpentieri e Raffaele Gemma. Nativo di Galatina, Marrocco ha studiato e insegnato scultura presso l’Istituto d’arte salentino per poi dirigersi verso i grandi centri dell’arte e della cultura. Ammiccante era Milano negli anni ’60, per lui importante fulcro di scambi e gravida di esperienze formative al fianco di architetti e urbanisti. La sua creativitá non conosce alcun confine: è ancora giovanissimo quando realizza importanti opere come la scultura per l’ Hailè Selassiè Foundation Building di Addis Abeba, in memoria del Ras etiope, o partecipa, con Pierre Restany, all’anniversario del Noveau Realisme nel 1970. Cosí le sue opere si sono disseminate dentro e fuori il Paese, sicuramente il Salento ne gode particolarmente: note sono le sue opere urbanistiche come le fontane in pietra leccese o i portali bronzei della Cattedrale di Lecce e del santuario di Santa Maria “de finibus terrae” a Leuca. Amante della natura, indagatore della umana condizione, la sua ricerca ininterrotta lo ha condotto per tutti questi anni senza mai perdere la strada nè tantomeno il soffio vitale che permea le sue opere, che sono frammenti di vita e di spazi lontani, piccoli angoli di terra in cui riflettere e sentirsi parte di un pianeta piuttosto che di un mondo. nella convinzione che il viaggio sia “l’unica condizione umana valida e giustificabile”come lui stesso ama affermare. Cosí tra passione e pura poesia, la sua carriera è stata omaggiata dai migliori critici d’arte italiani e dal miglior pubblico internazionale, “tra sconfinamenti e riflessioni” descrive Toti Carpentieri ”con continue discese nella memoria, in una sorta di volontaria necessità di riconciliare il passato con il presente, la natura con l’uomo, in un’opera che è reliquia e stupore, tra tele, specchi, legni avvolti da stoffe colorate, sabbie australiane, resine e magiche ed auree presenze, nell’emergenza di una sacralità che appartiene a quest’ultimo sciamano”, vero e proprio alchimista della vita e dell’arte. (Alessandra Del Vecchio)
Lecce, Castello Carlo V, fino al 30 agosto.

domingo, 21 de junio de 2009

Da centro a centro



Otranto, dal 1 al 31 luglio, Lungomare degli eroi

Attraversa la nostra terra rossa da secoli, in sinuose forme tendenti verso il cielo e che, anno dopo anno, si diramano attraversando le vie del vento: la scultura più bella e ricca che la grande Madre natura ha creato è l’ulivo, fonte di ispirazione per molti artisti, musa preferita di Silvana Bissoli, la quale ogni anno, dalla sua Imola, giunge in Salento, in un appuntamento fisso per il Circolo Culturale Ricreativo di Otranto, assieme ad Alex Loreti, in una doppia personale, esponendo opere comuni nell’idea ma non nella pratica. Attraverso la pirografia, la Bissoli sviscera la natura mediterrenea alla quale è particolarmente legata, incidendo le forme sinuose del legno dell’ulivo e virando le immagini in un color seppia che contribuisce a dare quel senso di antico e consunto, tipico dei suoi lavori, che ben richiama l’antico sapore della nostra natura. Silvana Bissoli è un’artista autodidatta che vive ed opera ad Imola, dove ha dato vita al laboratorio “L’ulivo e la luna”, spazio di incontro con le diverse realtà artistiche territoriali, nel quale collabora il pittore imolano Alex Loreti, anche lui autodidatta, giovane eppur maturo nel tratto, curioso ed attento alla ricerca ed alla sperimentazione, attratto dalla forza del colore e dalla sua carica espressiva. Le sue opere rappresentano la realtà nel suo aspetto più semplice, quello dimenticato. Una mostra che, forse, potrebbe ricordarci che ciò che di più sacro abbiamo è proprio quello che quotidianamente mortifichiamo e sacrifichiamo ai nostri bisogni: la natura. (Alessandra DelVecchio)

miércoles, 10 de junio de 2009

Fulvio Tornese a Barcelona




FULVIO TORNESE
“TE ENCONTRARÈ”

Personale di pittura
DAL 16 AL 29 GIUGNO
Galleria RED03
Sant Antoni dels Sombreres 5
BARCELLONA (SPAGNA)

“Ti troverò dice quell’uomo che brancola nella nebbia. L’atmosfera è confusa, irreale, dalla misteriosità palpabile”. Ed è proprio in questo cammino impervio che si avventura la nuova fase della vita artistica di Fulvio Tornese, che si inaugura con una mostra personale nella Galleria Red 03 di Barcellona, Spagna, curata da Marcela Jardòn, con la direzione artistica di Carla Pinto. Protagonista di questo studio è un uomo le cui forme e proporzioni superano i limiti dell’equilibrio, rappresentando attraverso la propria fisicità imponente, da “gigante”, aspetti molteplici della condizione umana. Ricerca, introspezione, vanità e piccole debolezze, sono i tratti che distinguono questi personaggi solitari che si aggirano nello scenario tipico di Tornese, fatto di colori surreali, vivi, di spazi senza tempo nè misura. Così solitario si aggira il “Rabdomante” alla ricerca dell’acqua, fluttuando leggero nell’aria come nell’ ”Estasi”, pur consapevole della “Difficile arte del volo”, mentre fa ancora da sfondo quella città ideale, in cui il pittore dà vita ad un singolare equilibrio tra passione e professione. Fulvio Tornese è nato a Lecce, città in cui vive ed esercita la professione di architetto, in una felice fusione con la sua passione per l’arte, che da sempre lo accompagna e alla quale sin da ragazzo si è dedicato con costanza. Tra i protagonisti dello scenario artistico contemporaneo sin dagli anni Ottanta, le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Il Vernissage si terrà il 16 giugno alle ore 20,alla presenza dell’artista. Catalogo bilingue in mostra con testo critico di Alessandra DelVecchio.

SPANISH VERSION
“ Te encontraré dice ese hombre caminando a tientas en la niebla. La atmósfera es rara, irreal, su misterio es tangible”. Y es propio en este intrincado camino que se aventura una nueva fase de la vida artística de Fulvio Tornese, que se inaugura hoy con una muestra personal en España, en la Galeria Red 03 de Barcelona, curada por Marcela Jardón y con la dirección artística de Carla Pinto. En esta presentación el protagonista es un hombre, cuyas formas y proporciones superan los límites del equilibrio, y representan a través de su propia aparencia imponente, de “Gigante”, muchas facetas de la condición humana. Búsqueda, introspección, vanidad y pequeñas debilidades son los rasgos distintivos de esos personajes solitarios que transitan en el típico escenario de Tornese, creado de colores surreales, vivos, en espacios sin tiempo ni medida. Así solitario deambula el “Rabdomante” buscando agua, fluctuando ligero en el aire como en el “Estasi”, sin embargo conciente de la “Difícil arte de volar”, mientras el proscenio todavía es la ciudad ideal, en la que el pintor establece un singular equilibrio entre pasión y profesión. Fulvio Tornese nació en Lecce, ciudad donde vive y ejercita la profesión de arquitecto, la cual se funde felizmente con su pasión por la pintura, que siempre lo acompaña y a la que desde joven se dedicó con constancia. Presente entre los protagonistas del escenario artístico contemporaneo desde los años Ochenta, sus obras se encuentran en colecciónes públicas y privadas.
Vernissage: Martes 16 de junio, 8:00 pm a la presencia del artista
Catálogo italiano-español y texto crítico de Alessandra Del Vecchio


INFORMAZIONI
INAUGURAZIONE

Martedì 16 giugno ore 20
alla presenza dell’artista
Catalogo in mostra con testo critico di Alessandra Del Vecchio.
SEDE GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA
Red 03
Sant Antoni dels Sombrerers 5
Info Tel/Fax++34 933 107 131 / 605 829 931
Barcelona, Spagna

Alessandra DelVecchio







CATALOGO A CURA DI ALESSANDRA DEL VECCHIO
“Ti troverò” dice quell’uomo che brancola nella nebbia. L’atmosfera è confusa, irreale, dalla misteriosità palpabile. Ma la sicura affermazione infonde immediatamente un senso di pace, di enorme speranza, al punto che la nebbia si dissolve. Ma cosa sta cercando? Guardando le opere della ultima collezione di Fulvio Tornese è questa la prima domanda che salta in mente, perchè la sensazione di immedesimarsi nel protagonista, solitario e pensoso, subito infonde un senso di solidarietà e partecipazione. Ma non potremmo accompagnarli in nessun modo senza prima volgere uno sguardo indietro, lungo l’excursus culturale della vita artistica del pittore, la quale peraltro scorre all’unisono con quella professionale e quotidiana dell’essere. Perchè Tornese non ha mai voluto limitarsi ad essere solo un artista, con tutta l’inquietudine e gli affanni che questo comporta. Lui non poteva immaginarsi così tormentato, non riusciva a prendersi sul serio a questo modo. Scelse quindi di studiare architettura con la stessa gioia con la quale, nel tempo libero e non, continuava a dipingere, spinto dalla passione e dalla necessità che lo portava a creare ovunque si trovasse, sempre. Tra creazione e professione, il pittore e l’architetto intrapresero un viaggio in cui realtà e arte si fondono, il lavoro e la creatività non prescindono l’un dall’altro. La pittura diviene quindi una fuga dal grigiore della realtà verso la città ideale, in cui il cielo si colora di tinte surreali, i palazzi si srotolano come papiri e si stagliano in un incastro improbabile. Le strade non iniziano e non finiscono, non esiste spazio definito e le leggi dell’equlibrio architettonico sono completamente dimenticate, o meglio superate, perchè non ci sono limiti alla creazione dell’ambiente urbano di Tornese, in cui il sogno e la realtà si coniugano alla pura utopia, a sussurri non uditi. Erano i tempi delle città : strade e palazzi erano deserti, ma pian piano si insinuava un desiderio di inserire l’essere umano in quelle solitarie vie, così aeroplani le sorvolavano, come alieni in cerca di un nuovo pianeta, migliore del proprio, chissà l’uomo stesso. E così oggi, la veduta delle tele non è più quella aerea: siamo atterrati, siamo con i piedi sul suolo delle città fantastiche ed è adesso l’elemento umano il protagonista. Dopo la ricerca di un luogo ideale, Tornese cerca oggi l’uomo ideale. Così come il “rabdomante” alla ricerca dell’acqua, fluttuando leggero nell’aria come nell’”estasi”, pur consapevole della “difficile arte del volo”, Tornese cerca attraverso i suoi “giganti” un nuovo percorso, inaugurando una nuova fase della propria vita in cui la pittura non è più meraviglia ma consapevolezza. Così si aggirano curiosi questi personaggi senza luogo e senza tempo, la cui emotività variegata si traspone all’esterno, nell’astrattismo delle sembianze, nelle sproporzionate misure oltrepassando le leggi dell’equilibrio che fanno di un prospetto architettonico la base di una costruzione reale ed esprimendo idee e pensieri attraverso passaggi simbolici che si traducono in una composizione ricca e carica di significati, pur nella semplicità di lettura. Colori caldi, disegno pulito e lineare si contrappongono al concetto astratto, in un risultato compositivo qualitativamente alto, che rivela studio e conoscenza delle tecniche artistiche. Ma anche sperimentazione, perchè la sua opera porta a riflettere su quali procedimenti l’artista abbia usato per dare effetti e significati diversi ad ogni opera, pur mantenendo in ognuna colori accesi, una voluta patina, diversità di materiali che sono alcuni dei suoi tratti distintivi e che formano parte della sua originalità. Ogni scelta è dettata da una necessità precisa. “Spesso mi capita di girare con un quadro sottobraccio, o di lavorare al computer con l’immagine di un lavoro sempre aperta in un angolo dello schermo….qualsiasi cosa io veda può ispirarmi, anche solo girando per casa”, dice l’artista. Ed ecco che un palazzo diventa una caffettiera o viceversa, una nave una fumosa fabbrica, il mare un brulicare serpeggiante. E non si può certo dimenticare che il mondo esterno, quello che l’artista osserva ogni giorno, dalla propria finestra, è il limpido mare e la profumata macchia mediterranea salentina, fonte di ispirazione che ha convertito all’arte anche il più insensibile dei visitatori. Sapori e odori che non sono semplici accessori, ma formano parte integrante dell’anima e del subconscio, del vivere ogni giorno della propria vita sotto un cielo terso e un sole accecante, tra il barocco imperante delle città e la natura ancora selvaggia, arida e assetata, salata e bruna. Così questa fase è tutta rivolta all’uomo e alla sua ingombrante presenza. La maturità raggiunta oggi non lo detiene dal continuare a cercare, perchè la sua natura è compromessa con la curiosità, alimento quotidiano della sua passione, parte integrante di un talento che mai si disseta.

A.D.V.

Forme d’arte in movimento


Lecce, fino al 17 giugno

Un insolito viaggio attraverso le molteplici forme di interazione tra uomo e spazio é il filo conduttore della mostra collettiva Sensaktions, nelle sale della Primo Piano LivinGallery, in cui si incontrano ben ventidue artisti di nazionalitá differenti. Ognuno di loro esprimendo la propria visione, in tre differenti fasi che la curatrice, Dores Sacquegna, individua cosí: Emozioni dal profondo in cui Massimiliano Manieri, Dario Manco, Marissa Benedict, Matteo Procaccioli e Ilgvars Zalans si approcciano alla tematica attraverso le proprie intime emozioni; Collezionisti di memorie é la seconda fase in cui si alternano le opere di Kim Aesun, James Cooper, Victoria Dearing, Stefan Havadi-Nagy, Minas Halaj, Jean James, Mario Nimke, Matteo Procaccioli e Shelley Vouga e lo stesso titolo lascia intendere che scelgono di esprimere la propria visione attraverso luoghi e immagini della memoria; infine Un nuovo senso di spazio è quello reinterpretato da Gennaro Barci, Mirta De Simoni, Giovanni Felle, Remko Leeuw, Samuel Lipp, David Moyano Prieto, Helena Zapke Rodriguez e Benjamin Sohnel, in cui si assiste ad un mondo in transito, alle connessioni di linguaggio e di culture in movimento, nell’idea di un nuovo spazio senza barriere. Laddove naturalmente l’intento di un incontro multietnico è proprio quello di eliminare le distanze e di stabilire nuovi modi di dialogare, attraverso il linguaggio universale dell’arte. (Alessandra DelVecchio)
Sensaktions, collettiva d’arte contemporanea. PrimoPiano LivinGallery, viale Marconi, Lecce. Fino al 17 giugno. Orari: lunedí-sabato 17-20, mattina su appuntamento. Ingresso libero.